Non ci sono parole per questa canzone... <3
martedì 12 marzo 2013
Impariamo dalla pioggia!
Fuori piove tanto. E io me ne sto qui, sotto il mio bel piumone arancione, ad ascoltare i tuoni con lo stesso gioioso stupore di una bambina di tre anni. E, dal calore del mio soffice piumone e del mio comodo lettino, guardo proprio di fronte a me, verso la finestra che ho lasciato aperta.
Mi è sempre piaciuto fissare le goccioline di pioggia che si attaccano ai vetri. Hanno un fascino tutto loro. Da bambina restavo lì a osservarle per lunghe ore, continuando a meravigliarmi ogni volta che una nuova gocciolina veniva ad attaccarsi al vetro della mia finestra. C'è poesia in una goccia di pioggia. C'è qualcosa di profondamente poetico e dolcemente rassicurante nel restare lì a guardare il lento percorso che ogni gocciolina compie scivolando giù lungo il vetro. Ricordo che, spesso, io e mia sorella ne sceglievamo una a testa. Una gocciolina tutta nostra, la prescelta. E poi restavamo lì ferme a fissarle fin quando non scivolavano via, facendo il tifo per la nostra gocciolina, perché battesse l'altra in velocità. Sembrava un passatempo divertente da bambine, in macchina, durante i lunghi viaggi da Napoli a Milano e ritorno. E durante quei viaggi, per la pioggia, eravamo in trepidante attesa. O forse lo ero solo io... a lei, in realtà, la pioggia è sempre piaciuta poco. Ha sempre preferito il sole, lei. Ma io no. La pioggia, per me, ha sempre avuto un significato particolare. Un significato talmente intimo e radicato dentro il cuore, che probabilmente non svelerò mai a nessuno il segreto di questo antico amore. E poi la pioggia mi somiglia. Eh già, mi somiglia proprio tanto.
E così me ne sto qui, a fissare ancora, una volta tra le tante, le gocce di pioggia sulla superficie lucida e trasparente delle vetrate. Lascio che la pioggia mi rassicuri. Che guarisca il mio cuore e la mia mente. E chi lo sa, magari mi farà anche tornare un po' d'ispirazione. Ultimamente sono un po' a corto.
Ho chiuso gli occhi per qualche istante, smettendo di scrivere. Se chiudi gli occhi il mondo ti appare più chiaro. E' il motivo per cui chiudo sempre gli occhi quando sono al buio: per "vedere" meglio. Ho sentito forte la voce del vento e il suono dolce e "ticchettante" della pioggia. Penso proprio che il vento e la pioggia, in un certo senso, siano amanti. Amanti che si sfiorano dolcemente, nel tentativo di abbracciarsi. E quanto più si accorgono di quanto sia difficile sfiorarsi, tanto più il vento diventa forte e la pioggia aumenta d'intensità. Combattono disperatamente per riuscire a toccarsi anche solo per un momento. Dovremmo tutti prendere esempio dal vento e dalla pioggia. Il vento è "impalpabile", dicono, ma questo non gli impedisce di soffiare con maggior violenza e far sentire più forte la propria voce, questo non gli impedisce di tentare di sfiorare la pioggia. E la pioggia, beh... divisa in tante minuscole goccioline, per quanto sia divisa in mille e più frammenti, non smette mai di lottare e protendersi verso il vento. Ma da questa tragica e meravigliosa storia d'amore, dovremmo anche imparare un'altra importantissima lezione: quanto più il vento aumenta per farsi sentire, tanto più spinge via la pioggia, modificandone la direzione, allontanandola. Il troppo non va bene. E alla fine, penso proprio che il problema del vento e della pioggia sia un problema di comunicazione. Non riescono a trovare un compromesso e, così, si fanno del male a vicenda. Disperdono le proprie energie. Proprio come le persone.
Non come i tuoni. Loro conoscono un metodo meraviglioso per comunicare: ti colpiscono direttamente al cuore. Ti fanno vibrare l'anima e i pensieri con un'unica breve trasmissione di suono. La loro voce è piena, come quelle emozioni che ti vibrano direttamente sulla pelle. Potente, come la volontà. Priva di insicurezze e di paure, intraprendente, come i sogni. O, almeno, come dovrebbero essere i sogni. Nulla a che fare con le persone. Proprio nulla. Nulla a che fare con noi. Noi, che spesso siamo talmente impauriti da tenerci per noi le nostre emozioni e i nostri sentimenti, anche a costo di perdere tutto ciò a cui teniamo. Noi, che spesso trattiamo la forza di volontà come se fosse un mitologico optional in un mondo che ormai mira solo ad annientarla. Noi, che lasciamo che le nostre insicurezze e le nostre paure prendano il posto dei nostri sogni. Rendendoli deboli. Sminuendoli. Noi, che spesso lasciamo che la vita ci convinca a lasciar perdere, perché in fondo "sono solo sogni", che sarà mai? Perché "è impossibile che tu ci riesca". Perché "stai con i piedi per terra". Perché "trovati un lavoro, che c'è crisi!". E sempre noi, allora, lasciamo che ci sia crisi anche nei nostri sogni.
Eccolo uno dei motivi per cui amo i temporali. Forse il motivo più piccino, ma comunque tanto importante:
Il Vento mi ricorda di combattere sempre, senza tregua, per ciò che voglio e per ciò in cui credo. E se non ci riesco, mi ricorda di impegnarmi di più, con tutte le mie forze.
La Pioggia mi ricorda di percorrere la mia strada con più amore e con passione. E poco importa se le esperienze della vita possono anche ridurmi in pezzi tante volte. Anche piccola, anche ridotta in frammenti, non devo mai permettere a nessuno di togliermi la convinzione di poter riuscire in ciò che voglio.
Il Tuono mi ricorda di non rinunciare mai ai miei sogni. Di non rinunciare mai alla mia voce. E di non chiudere mai gli occhi o calare la testa davanti alla paura di fallire o davanti a chi mi dice che "non ne vale la pena". Ne vale sempre la pena. E mi ricorda di fidarmi sempre del mio istinto. Come una bimba che si copre le orecchie con le mani ancora prima che arrivi il tuono, semplicemente perché ne avverte l'arrivo un attimo prima. Perché si fida del suo istinto.
Il Temporale, nel suo meraviglioso insieme, mi ricorda che neanche il passo più piccolo che compio sul mio Cammino è da considerarsi stupido o inutile. Perché ogni esperienza, ogni passo è stato necessario per rendermi come sono. E a me piace come sono. Mi piace proprio tanto.
Mi ricorda che non sono una gocciolina di pioggia che si perde nell'immensità dell'oceano, ma che, se voglio , posso essere molto di più. E io voglio essere come il mare in burrasca, che ha tanta forza e sicurezza da non permettere a nessuno di fermarlo. Ne ha tanta da spazzare via ogni ostacolo che incontra sul suo cammino, affrontandolo con tutta la sua forza.
Io sono Mare in Burrasca.
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